Il corso esamina la riflessione del giovane Tommaso d’Aquino (nel suo Commento alle Sentenze, I Libro, distinzione 35) sull’attività noetica del Primo Principio. Attraverso un movimento di “esistenza, processione e ritorno”, si analizzerà come Tommaso riesca a sintetizzare la tradizione filosofica greca (Aristotele e il neoplatonismo), araba (Avicenna e Averroè) e ebraica (Maimonide) per risolvere il problema della coesistenza tra la molteplicità degli attributi (o idee divine) e l’assoluta semplicità di Dio.
Questa unità esplora come il nostro linguaggio possa attribuire nomi a Dio e come si giustifichi una pluralità di attributi senza intaccare la semplicità divina.
Analisi di come Dio conosca le realtà esterne a Se stesso, superando le aporie dell’aristotelismo radicale e dell’avicennismo.
Un’immersione nella storia dei concetti di Essere, Vita e Intelletto, e la loro ricezione nel Medioevo cristiano.
Studio della metodologia della “Quaestio” medievale e del confronto diretto di Tommaso con i suoi contemporanei.
Bibliografia fondamentale
Bibliografia di approfondimento
Trattandosi di un corso puramente teorico-dottrinale, la valutazione si baserà su:
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