Premio Apulia Theologica

Il “Premio Apulia Theologica” è un concorso riservato agli studenti della licenza e ai dottoranti della Facoltà Teologica Pugliese e di altre Facoltà teologiche presenti in Italia. Gli studenti che vorranno partecipare a questo concorso dovranno inviare, entro e non oltre il 31 maggio di ogni anno, un articolo, di massimo 35.000/40.000 battute, all’indirizzo di posta elettronica apth@facoltateologica.it.

Tale articolo dovrà distinguersi per la profondità dei contenuti e la correttezza metodologica e dovrà apportare un contributo originale alla ricerca in teologia dogmatica o in teologia ecumenica.

Per maggiori informazioni scarica e leggi il regolamento qui

Il concorso è aperto e scade il 31 maggio 2026. Tutte le info nel regolamento (link nella sezione superiore).

Il premio è stato vinto da Luca Colacino, della diocesi di Roma, licenziando in teologia dogmatica presso la Pontificia Università “San Tommaso d’Aquino” in Roma, con un articolo dal titolo: The Eucharistic Theology of Matthias J. Scheeben in Ecumenical Perspective. L’articolo sarà pubblicato nel fascicolo n. 2/2025.

Abstract
L’ articolo esamina la teologia eucaristica di Matthias Joseph Scheeben nell’opera I misteri del cristianesimo da una prospettiva ecumenica. Scheeben sviluppa la dottrina scolastica della transustanziazione in termini esplicitamente cristocentrici ed ecclesiologici, attingendo am-piamente dalla Scrittura e dai Padri. Egli presenta l’Eucaristia come il prolungamento dell’Incarnazione che ha inaugurato quell’unione sostanziale tra Dio e l’uomo, fondata sull’unità sostanziale della Trinità e completata nell’unione sostanziale del credente con Cristo nell’Eucaristia. Egli sottolinea il significato mistico del Sacramento come incorporazione in Cristo e glorificazione di Dio, da cui argomenta la necessità della transustanziazione come mo-dalità specifica della conversione eucaristica. La sua esposizione si accorda con l’enfasi ortodossa sulla theosis, la sensibilità patristica anglicana e le preoccupazioni protestanti per il cristocentrismo, offrendo risorse ecumeniche che rimangono fedeli alla tradizione cattolica.

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Codice DOI: https://doi.org/10.71628/apth.v11i2.127820

Il premio è stato vinto da don Luigi D’Amato, presbitero dell’Arcidiocesi di Otranto e dottorando in teologia dogmatica presso la Facoltà Teologica Pugliese, con un articolo dal titolo: Quale sensus fidei nella Chiesa sinodale. L’articolo è stato pubblicato nel fascicolo n. 2/2024.

Abstract
La riscoperta della sinodalità ecclesiale ha favorito un rinnovato e diffuso interesse verso la realtà del sensus fidei che, dopo il ben noto rilancio nel Vaticano II, non sembrava ancora aver ricevuto, in ambito ecclesiale, un’adeguata attenzione. Tale ripresa attuale, nondimeno, pone importanti domande a cui questo contributo prova a rispondere: qual è precisamente il dato teologico ed ecclesiologico veicolato da questa nozione? Quali sfide concrete la sua riproposizione indica, oggi, alla comunità sinodale? Muovendo da tre sguardi prospettici che il concilio ci consegna a tale riguardo, la ricerca lascia emergere le diverse interpretazioni possibili – tra genitivo soggettivo e oggettivo, fides qua e fides quae – della locuzione latina, per approdare alla proposta di alcuni sentieri percorribili in vista di un’autentica valorizzazione del sensus fidei nella chiesa sinodale.

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Codice DOI:https://doi.org/10.71628/apth.v10i2.126358